COSA È L’ADHD
L’ADHD o Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività è una condizione del neurosviluppo che
include sintomi come:
L’ADHD si manifesta fin da bambini ma non è una condizione esclusiva dell’infanzia: persiste
anche in adolescenza e in età adulta e le sue manifestazioni possono molto variare nel corso del
ciclo di vita.
MANIFESTAZIONI E SINTOMI NELL’ADHD ADULTO
L’ADHD negli adulti si configura come una sindrome multifattoriale che coinvolge dimensioni
cognitive, comportamentali, emotive e relazionali. La triade sintomatologica classica di
disattenzione, iperattività e impulsività permane, ma si riorganizza in modalità compatibili con le esigenze e le pressioni della vita adulta.
La disattenzione:
Uno dei tratti più caratteristici dell’ADHD in età adulta è la persistente difficoltà a mantenere
l’attenzione su attività percepite come noiose, ripetitive o prive di una gratificazione immediata, si presenta come procrastinazione cronica, errori per distrazione, difficoltà nella gestione di attività ordinarie, disorganizzazione generale, senso di confusione mentale costante.
Questa forma di disattenzione, spesso scambiata per svogliatezza, scarsa responsabilità o
disinteresse, contribuisce significativamente alla perdita di autostima e alla frustrazione personale, alimentando circoli viziosi di autosvalutazione e senso di fallimento.
L’ iperattività:
Nel passaggio dall’infanzia all’età adulta, il sintomo dell’iperattività tende a cambiare forma. Se nel bambino si osserva un comportamento motorio esuberante – come correre, alzarsi continuamente dal banco o muovere mani e piedi – nell’adulto l’iperattività si manifesta prevalentemente come iperattività interna, ovvero una tensione psicomotoria difficile da spegnere.
Questo può includere sensazione soggettiva di irrequietezza mentale, tensione muscolare e
difficoltà a rilassarsi, cambi frequenti di interessi, attività o impieghi, comunicazione eccessiva,
bisogno costante di stimoli.
Questa forma di iperattività è spesso invisibile agli occhi degli altri, ma vissuta dalla persona come una forma di “frenesia interiore” che compromette la serenità e la qualità della vita.
L’impulsività:
Si manifesta con una scarsa capacità di inibire risposte comportamentali, verbali o decisionali
assumendo forme disfunzionali quali scarsa regolazione verbale, decisioni affrettate, fatica a
tollerare frustrazioni, emotività reattiva (con esplosioni di rabbia, tristezza o entusiasmo).
Tali comportamenti impulsivi possono avere ricadute serie sulla qualità delle relazioni personali,
sulla carriera lavorativa e sulla gestione economica, portando spesso a sentimenti di colpa,
incomprensione e isolamento.
VALUTAZIONE - DIAGNOSI
ADHD ADULTO
La diagnosi clinica dell’ADHD è un percorso medico-psicologico completo, diverso dal semplice
test di autovalutazione online. Consiste in una valutazione professionale attraverso colloqui clinici, prove psicologiche strutturate, e rilascio di un referto.
Spesso i sintomi dell’ADHD sono confusi con quelli di altre condizioni e l’inquadramento
diagnostico può presentare delle difficoltà e rischiare di non essere accurato. Questo vale per
l’infanzia e l’adolescenza, ma soprattutto nell’età adulta.
Nell’età adulta, oltre alla sovrapposizione sintomatologica con altre condizioni, si aggiunge
un’ulteriore difficoltà: se il soggetto non ha ricevuto una diagnosi precoce, potrebbe aver sviluppato strategie di adattamento che mascherano i sintomi che rendono più complessa l’identificazione del disturbo. Inoltre, la presenza di comorbidità, particolarmente comuni in chi vive l’ADHD, può offuscare ulteriormente il quadro clinico, rendendo meno evidente l’ADHD come condizione primaria.
Per questo motivo, la diagnosi in età adulta richiede un’attenta valutazione clinica, che tenga conto della storia dello sviluppo del soggetto e dell’impatto dei sintomi sulla sua vita quotidiana.
La diagnosi precoce e accurata dell’ADHD è fondamentale per il trattamento dell’ADHD e per la
sua gestione.
In cosa consiste la valutazione psicologica per l’ADHD adulto?
La diagnosi di ADHD nell’adulto viene svolta, in un primo momento, attraverso una valutazione
psicologica ADHD delle manifestazioni del disturbo, utilizzando una combinazione di interviste
diagnostiche (colloqui), questionari e osservazioni comportamentali.
L’indagine svolta è inizialmente ad ampio spettro e capace di individuare anche eventuali
comorbidità. I risultati quindi vengono descritti in una dettagliata relazione psicologica, che indica, inoltre, come procedere nei possibili trattamenti.
TRATTAMENTI ADHD ADULTO
Il trattamento dell’ADHD prevede un approccio integrato che, a seconda dei casi, comprende:
Le ricerche mostrano che una diagnosi ADHD che sia seguita da un piano terapeutico
personalizzato migliora le capacità attentive, riduce l’impulsività e, più in generale, migliora la
qualità della vita in bambini, adolescenti e adulti.
La Psicoeducazione
La psicoeducazione nell’ADHD è un intervento che mira a rafforzare la consapevolezza del
paziente adolescente, adulto o giovane adulto, contribuisce al riconoscimento dei meccanismi del disturbo e suggerisce strategie pratiche e concrete per vivere l’ADHD nella vita quotidiana nella maniera meno frustrante e più funzionale possibile.
In particolare la psicoeducazione aiuta a:
La Terapia Farmacologica
La terapia farmacologica può essere prescritta al fine di ridurre l’impatto dei sintomi del Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (DDAI o ADHD).
Con i farmaci si andranno a gestire i sintomi nucleari dell’ADHD, non di “curare” l’ADHD.
I farmaci saranno prescritti eventualmente da uno psichiatra afferente al centro prescrittore della città di residenza.
La Psicoterapia
Oltre alla terapia farmacologica e alla psicoeducazione, che rappresentano i principali trattamenti consigliati per l’ADHD, può essere utile affiancare un percorso di psicoterapia individuale, un intervento più profondo che permette di esplorare e ripercorrere la propria storia personale, rafforzare l’autostima e rielaborare eventuali ferite emotive accumulate nel tempo.
In molti casi, la psicoterapia consigliata è di matrice comportamentale o cognitivo-
comportamentale, un approccio che approfondisce il lavoro avviato con la psicoeducazione,
offrendo strategie concrete e mirate alla gestione dei sintomi; si tratta di una terapia di tipo
normativo e direttivo, focalizzata sul cambiamento di pensieri e comportamenti disfunzionali.
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